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Sono convinto che, nonostante la grandezza di Bruce Springsteen, il suo pubblico tenda a pensare a Springsteen e alla E Street Band come un tutto unico. In più, Springsteen da solo è una cosa, col suo gruppo è un’altra cosa. Per questo motivo è brutto sentire sparire un suono che ha fatto parte per tantissimi anni di quella band, un musicista che ha riempito di gioia tante persone per anni!
Lo scorso 17 aprile è scomparso a 58 anni Danny Federici, per 40 anni collaboratore di Bruce Springsteen. Fisarmonicista, organista, tastierista, faceva parte di quell’immenso plotone di italo-americani che hanno magnificato il rock’n’roll e il pop nel XX secolo.
Sono profondamente legato al suono della E Street Band, soprattutto quella degli esordi, che mi ha travolto più volte, nei dischi e in concerto. Amore e rispetto profondo. Purtroppo un melanoma ha colpito Federici tre anni fa e adesso quel suono non c’è più.
Andate su www.brucespringsteen.net e cercate il video di una delle ultime partecipazioni live di Danny, alla fisarmonica, una bella versione di “4th of July Asbury Park (Sandy)” (dall’album “The Wild, the Innocent and the E Street Shuffle” del 1973), a Indianapolis, 20 marzo 2008.
Chissà che direbbe Joe Morello (straordinario batterista americano di origini siciliane, celebre membro del gruppo di Dave Brubeck) se sapesse che il suono della sua batteria in "Take Five" accompagna il Presidente della Mediolanum Ennio Doris nel suo recente spot televisivo.
Il suo è un accompagnamento di genio, in 5/4, che nel brano originale approdava a un solo di batteria indimenticabile.
Non è proprio lo stesso assolo dell'incisione storica di "Take Five", però lo potete vedere e sentire in due versioni diverse cliccando sui link sottostanti. Morello, tra le altre cose, è stato anche Maestro di Max Weinberg, della E Street Band.
Quando è nato questo blog musicale, scrissi un breve commento su nascita e morte di una radio, dedicato all’avvicendamento tra Play Radio e Virgin Radio, puntando l’attenzione sulla totale assenza nel panorama radiofonico italiano di una radio di formato diverso da quello predominante e da tutti i suoi derivati. La radio che non c’è: un problema mondiale, che sta aggravando la situazione asfittica del mercato radiofonico e della diffusione della musica in generale.
Sull’argomento registro in questi giorni di fine agosto un intervento mirato, molto autorevole: “Radio Nowhere”, di Bruce Springsteen, il primo brano tratto da “Magic”, nuovo album di studio inciso a 5 anni di distanza da “The Rising” con la E Street Band, prodotto e missato da Brendan O’Brien (su mixer SSL 4072 G Plus con Total Recall).
Springsteen, dall’alto della sua posizione inarrivabile, non può astenersi dal percorrere una strada ormai quasi obbligata per far ascoltare una novità, almeno una parte se non il tutto: allora “Radio Nowhere” in questi giorni circola liberamente in rete, il quotidiano inglese The Guardian consente l’ascolto in streaming (non di grandissima qualità), per una settimana la traccia è scaricabile gratuitamente (negli USA) da iTunes, ma anche in Italia si può ascoltare e scaricare il brano con una certa facilità. Il gigante della telefonia Nokia ha annunciato in questi giorni il suo nuovo negozio musicale digitale, concorrente di iTunes: tirate un po’ voi le conclusioni possibili.
“Radio Nowhere” è un pezzo rock, sparato, diretto, semplice (con un giro piuttosto banale, scontato, La/Do diesis/Re/Do diesis/La/Do diesis/Re/Do diesis/Si), struttura molto tradizionale (intro-strofa-ritornello-strofa-ritornello- ponte 1-strofa-ritornello-ponte strumentale con Clemons in evidenza-strofa-ritornello-coda) e un testo altrettanto diretto, esplicito, che parla di un’assenza, di una mancanza di vita.
Eccone un estratto:
This is radio nowhere, is there anybody alive out there?
This is radio nowhere, is there anybody alive out there?
Is there anybody alive out there?
I just want to hear some rhythm
I just want to hear some rhythm
I just want to hear some rhythm
I just want to hear some rhythm
I want a thousand guitars
I want pounding drums
I want a million different voices speaking in tongues
Copyright © Bruce Springsteen (ASCAP)
Chiaro e lampante: non c’è bisogno d’aggiungere nulla. Potrebbe essere Virgin Radio la risposta, ma non credo che lo sia, si parla d’altro, di qualcosa di più.
Curiosità: una NoWhere Radio esiste già, in rete, con differenti caratteristiche, all’indirizzo www.nowhereradio.com, ed è una web radio nata per promuovere musicisti indipendenti, di tutti i generi musicali, con nuovi strumenti, che permette l’ascolto gratuito di brani d’origini diverse (dai demo, alle registrazioni professionali). Le vie della musica, quando si vuole raggiungere un obiettivo, magari con qualche rinuncia, sono infinite, solo che l’industria fa finta che non sia così, sorpassata alla grandissima da chi ne ha voglia.
“Magic” conterrà 11 nuovi brani, registrati nei Southern Tracks Recording Studio di Atlanta progettati da George Augspurger, dove hanno inciso tra gli altri anche Ligabue, Korn e Staind; verrà pubblicato su Columbia Records (cui Springsteen è legato da un lungo, ricco e antiquato contratto), il 2 ottobre 2007. Contemporaneamente è stato annunciato il tour mondiale, 31 date in tutto, partenza proprio il 2 ottobre dagli Stati Uniti, arrivo il 19 dicembre alla O2 Arena di Londra, con una sola tappa italiana, il 28 novembre al DatchForum di Assago (biglietti in vendita dal 10 settembre). La E Street Band che accompagnerà Springsteen dal vivo sarà quella classica degli ultimi anni, con Roy Bittan (keyboards), Clarence Clemons (sax, percussion), Danny Federici (keyboards), Nils Lofgren (guitars), Patti Scialfa (vocals, guitar), Garry Tallent (bass), Steven Van Zandt (guitars), Max Weinberg (drums).
Non ho dubbi: dal vivo Springsteen farà il solito sold out, sarà costretto a raddoppiare qualche data. Che il disco raggiunga dati di vendita particolarmente rilevanti invece sarà più difficile. Ma è pur sempre Springsteen, forse un Signor artista un po’ più saggio e moderato di tanti altri suoi colleghi sparsi nel mondo.