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Ho un figlio di 30 anni, cresciuto in piena era digitale, che dall’età della ragione ha potuto ascoltare diciamo gratis e con grande libertà tutta la musica che voleva, già disponibile in casa. Fino all’età adulta, non ha quasi comprato musica, poi ha cominciato ad acquistarne.
Adesso è un acquirente onesto e pazzo: non scarica nulla dalla rete, compra solo CD, qualche compilation che riassume una stagione, album di nuovi artisti, quasi nulla dal back catalogue. Per i miei gusti è talmente avventato che rischia d’investire male (in musica) i suoi soldi. Faccio un esempio: si è comprato “Little Voice” di Sara Bareilles, “Rockferry” di Duffy, “Spirit” di Leona Lewis. Nulla in contrario… ma sentiti bene questi album qualche considerazione sull’acquisto va fatta.
Primo: nel tempo è migliorata la capacità di tirar fuori degli album dignitosi anche per artisti al debutto. Questo è dovuto in parte alla tecnologia, alla sapienza di alcuni professionisti, all’esperienza delle majors come a quella delle indies, al numero e alla qualità degli artisti emergenti.
Secondo (che deriva dal primo punto): tutto ciò purtroppo non esclude che in un album, catturati da un singolo efficace (tipo “Love Song” nel caso di Bareilles, “Mercy” in quello di Duffy, “Bleeding Love” per Leona Lewis), si finisca per trovare solo un altro brano o due vagamente all’altezza del singolo.
Stringendo: uno si fida, compra l’album per una cifra piuttosto consistente; se gli va bene (raramente) trova soddisfazione, con altri bei brani, mentre se gli va male (nella maggior parte dei casi) rimane deluso, butta via un sacco di soldi, mentre avrebbe potuto acquistare solo un bel singolo e ritenersi pienamente soddisfatto.
L’industria discografica muore anche per questo: chi compra onestamente, a pieno prezzo, ci resta male, si disaffeziona.
Io adesso ascolto i dischi di mio figlio con curiosità e un pizzico di sospetto. E alla fine concludo: ma che dischi hai comprato? Chi te lo fa fare?
Chi glielo fa fare all’industria discografica di produrre interi album di artisti tecnicamente ineccepibili, anche se scarsamente dotati di personalità, totalmente privi di repertorio di valore?